Rsf, in Italia situazione critica per la libertà di stampa
giovedì 26 aprile 2018

Pur rimanendo ben al di sotto della media europea, l’Italia sale di qualche posizione rispetto allo scorso anno nella graduatoria relativa alla libertà di stampa redatta annualmente da “Reporter senza frontiere” (Rsf), e diffusa nei giorni scorsi attraverso il portale online dell’organizzazione internazionale con sede in Francia.

A pesare sulla situazione della Penisola, al quarantaseiesimo posto della graduatoria, e penultima tra quelle inserite nella fascia in cui le condizioni per i giornalisti sono considerate relativamente buone, sono soprattutto il livello di violenza nei confronti dei professionisti (comprensiva di aggressione verbale e intimidazioni) nelle regioni del Sud, in particolare Campania, Calabria e Sicilia. Altra fonte di preoccupazione, a quanto rilevato nel rapporto, è cagionata dalla recente vittoria elettorale del M5s, un movimento che in passato non ha esitato ad indicare i nomi ed i cognomi dei giornalisti considerati scomodi.

Al di là delle difficoltà effettive, si legge nel testo, i reporter italiani svolgono il loro dovere con corteggio e dedizione.
Rimane, infine, la questione del carcere per i giornalisti in caso di diffamazione a mezzo stampa, un provvedimento sconosciuto alla maggior parte dei Paesi occidentali, dove la libertà di espressione, nei limiti di legge e codici deontologici, è tutelata.
Riportiamo di seguito la sintesi dell’analisi effettuata dall’organizzazione in merito alla salvaguardai della libertà di stampa in Italia (testo in inglese).

Ten Italian journalists are currently getting round-the-clock police protection because of death threats, mostly from the mafia or from anarchist or fundamentalist groups. The level of violence against reporters (including verbal and physical intimidation and threats) is alarming and keeps growing, especially in Campania, Calabria and Sicily. Many journalists, especially in the capital and the south of the country, say they are constantly harassed by mafia gangs, which break into their apartments in order to steal computers and confidential work-related documents even when they do not target them physically. These courageous and determined journalists nonetheless continue their investigative reporting. Many journalists are also worried by the recent election victory of the Five Star Movement (M5S), which is often vocal in its criticism of the media and does not hesitate to name the journalists it doesn’t like. Journalists increasingly opt to censor themselves because of the pressure from politicians. Under a proposed new law, defaming politicians, judges or civil servants would be punishable by six to nine years in prison.

(Fonte: Rsf)

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