Trento, Giulietti: «No alla chiusura di Radio Trentino InBlu»
venerdì 13 aprile 2018

Il consiglio direttivo del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige tradizionalmente allargato alla consulta regionale di categoria, riunita a Trento con il presidente Fnsi Giuseppe Giulietti, esprime solidarietà ai colleghi della radio diocesana Radio In Blu in sciopero dopo la decisione di chiusura della emittente e del conseguente licenziamento di due giornalisti.

«Decisione che mette a rischio la sopravvivenza dello stesso settimanale diocesano e della testata online, nella quale lavora la stessa redazione di quattro giornalisti», spiega una nota dell'Assostampa.

«Vita Trentina e Radio In Blu sono state delle voci autorevoli importanti nel panorama non solo diocesano, ma anche nazionale», ha sottolineato il presidente Giulietti, auspicando un ripensamento da parte della diocesi. «Ed in ogni caso – ha sottolineato Giulietti – la Fnsi mette a disposizione tutte le sue strutture sindacali, legali e tecniche nella trattativa che auspica possa attivarsi quanto prima insieme al Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige».

In Trentino Alto Adige il presidente della Fnsi ha anche preso parte a 'Trento Smart City Week', manifestazione dedicata all’innovazione e al futuro. «Il giornalismo ha ancora le carte in regola per fare da cane da guardia della democrazia, soprattutto nell’epoca delle fake news», ha detto Giulietti dialogando con Rocco Cerone, segretario del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige.

«La gente deve capire che dietro le fake news non c’è il ragazzino al pc, bensì aziende multinazionali con enormi interessi economici, che ci profilano attraverso i click. Le loro sono azioni delinquenziali per sovvertire l’ordine democratico», ha esordito il presidente, che ha poi rilanciato l'appello ai giornalisti a «riportare le telecamere nelle periferie oscurate, dove ci sono donne e uomini coraggiosi, non solo giornalisti ma anche sindaci, magistrati, volontari che ci invitano ad illuminare i loro territori. Questi uomini coraggiosi ci chiedono come giornalisti, come Federazione e come Ordine, di essere dalla loro parte, di accompagnarli fisicamente in tribunale, di sostenerli contro le querele-bavaglio, anche costituendosi parte civile. Non dobbiamo lasciare solo chi lotta».

(Fonte: FNSI)

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