Giornata della memoria a Padova, Sindacato in prima fila
venerdì 22 marzo 2019

Erano in cinquantamila in piazza di Prato della Valle a Padova presenti alla “24esima Giornata della Memoria e dell’impegno per le vittime innocenti delle mafie”, che si è svolta giovedì 21 marzo: i nomi delle 1.011 vittime innocenti delle mafie pronunciati lentamente a uno a uno dagli altoparlanti seguito dal messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che invoca tutti a «liberare la società dalla mafie. È un traguardo doveroso e possibile che richiede a tutti impegno, coscienza e coerenza». Centinaia di bandiere colorate, i gonfaloni dei Comuni italiani. lo striscione di Libera che apriva il corteo dietro al quale sfilava Don Luigi Ciotti, il sindaco di Padova Sergio Giordani, il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, il vescovo della città Claudio Cipolla, Nando Dalla Chiesa, Rosy Bindi, Maurizio Landini segretario generale della Cgil, e un lungo corteo composto dai parenti delle vittime, decine di sindaci con la fascia tricolore, scolaresche con i loro insegnanti, volontari delle associazioni sociali e sanitarie, sindacati, l’Anpi, uomini donne e bambini arrivati con decine di pulmann e treni da tutta Italia. A chiudere il corteo per confluire nella piazza, lo striscione della Federazione nazionale della stampa con il presidente Giuseppe Giulietti, Monica Andolfatto segretaria del Sindacato regionale del Veneto, Nicola Chiarini, Alessandra Costante coordinatrice di Controcorrente, Guido D’Ubaldo segretario dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Maurizio Paglialunga consigliere nazionale dell’Ordine e responsabile della formazione, Rocco Cerone segretario del Sindacato regionale del Trentino Alto Adige e Roberto Rinaldi, delegazioni di giornalisti tra cui colleghi del Messaggero di sant'Antonio, la cui vertenza è stata al centro delle cronache sindacali. Presenze per testimoniare l’importanza di continuare a informare l’opionione pubblica sull’impegno antimafia di Don Luigi Ciotti che ha chiuso la manifestazione sul palco da dove ha richiamato l’attenzione di tutti a non cedere: «C'è gente che ha deciso di metterci la faccia e far capire da che parte sta. Dobbiamo alzare la voce nel nostro paese mentre altri scelgono un prudente silenzio. Le mafie sono presenti in tutto il territorio nazionale. E' da 163 anni che parliamo di mafie. Non è possibile in un paese civile che l'ottanta per cento dei familiari delle vittime non conosce la verità o solo parzialmente. Abbiamo bisogno della verità su Giulio Regeni e Ilaria Alpi di sapere notizie su Padre Dell'Oglio e Silvia Romano».

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